Skip to main content
Research Interests:
Download (.pdf)
Se questo è un uomo, il libro «primogenito» è la mostra, a cura di Cristina Zuccaro, allestita dal Centro internazionale di studi Primo Levi di Torino presso la Biblioteca Nazionale Universitaria (piazza Carlo Alberto, 3, fino al 15... more
Se questo è un uomo, il libro «primogenito» è la mostra, a cura di Cristina Zuccaro, allestita dal Centro internazionale di studi Primo Levi di Torino presso la Biblioteca Nazionale Universitaria (piazza Carlo Alberto, 3, fino al 15 dicembre: lu-ve 10-18; sa 10-13, ingresso libero). La mostra è dedicata alla prima edizione De Silva 1947 dell’opera d’esordio di Levi. Il Centro Primo Levi promuove una «caccia al libro» con lo scopo di raccogliere le storie e i ricordi dei lettori, possessori ed eredi di quella rara edizione: scrivere all’indirizzo libroprimogenito@primolevi.it
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Aula Piovani, via Porta di Massa 1, ore 16. Lezione-conferenza organizzata dai proff. Giancarlo Alfano e Francesco de Cristofaro
Download (.pdf)
Research Interests:
Download (.pdf)
L'opera di Primo Levi è come una costellazione, ricca di luci e profondità. Questo Album ne disegna gli addensamenti e ne esplora gli spazi. In ogni sua pagina le immagini, inedite per una quota notevole, si aprono su mondi sempre... more
L'opera di Primo Levi è come una costellazione, ricca di luci e profondità. Questo Album ne disegna gli addensamenti e ne esplora gli spazi. In ogni sua pagina le immagini, inedite per una quota notevole, si aprono su mondi sempre diversi: e dialogano con brani dello scrittore – notissimi o ignoti, ma sempre di icastica brevità – popolando di cose, personaggi, domande e pensieri questo libro.
Un sottile filo narrativo accompagna il lettore aiutandolo a orientarsi tra i fatti. Al centro del discorso spiccano due nomi: «Auschwitz» e «Carbonio». Intorno al primo si concentrano l'esperienza del male estremo vissuto dall'umanità nel secolo scorso, e le riflessioni che Levi andò svolgendo da «Se questo è un uomo» a «I sommersi e i salvati». Ispirate al secondo, le suggestive tavole di Yosuke Taki illustrano il racconto cosmico-visionario sulla nascita e sulle incessanti trasformazioni della vita posto a suggello del «Sistema periodico».
A corona di questo centro l'Album offre una rappresentazione articolata (e fitta di documenti, episodi e scritti inediti) di quattro azioni che costituiscono altrettanti pilastri dell'opera di Levi uomo e scrittore: l'atto del «Cucire molecole», essenza della sua professione di chimico, e quello del «Cucire parole», decisivo nel lavoro quotidiano del narratore, del creatore di linguaggi e dell'appassionato di giochi linguistici. E poi l'«Andare in montagna», coraggioso fino alla temerarietà nel ragazzo che amava sfidare la natura e che nel 1943 scelse di slancio la lotta partigiana in Valle d'Aosta. Infine, la pratica del «Pensare con le mani», così naturale per ogni essere umano, in primo luogo nell'agire lavorativo, eppure così generalmente trascurata dalla letteratura.
Anche in questo l'Album si propone di mettere in risalto gli aspetti più originali dell'opera di Levi, qui considerato come un grande scrittore letto oramai in tutto il mondo, ma anche come un uomo di pensiero fra i più sensibili alla vita concreta del mondo di oggi.
Research Interests:
Chemistry, Reception Studies, Translation Studies, Science Education, Italian (European History), and 53 more
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
In un’altra lingua – o meglio: come se la traducesse da un’altra lingua – Primo Levi ci ha descritto l’esperienza di Auschwitz. Da allora in poi, durante l’intera sua vita di scrittore, Levi ha trapiantato nella letteratura italiana nuovi... more
In un’altra lingua – o meglio: come se la traducesse da un’altra lingua – Primo Levi ci ha descritto l’esperienza di Auschwitz. Da allora in poi, durante l’intera sua vita di scrittore, Levi ha trapiantato nella letteratura italiana nuovi linguaggi, e ha conquistato nuovi territori espressivi: il dialetto degli ebrei piemontesi, il gergo di un tecnico specializzato in montaggi complessi, lo yiddish di una banda partigiana nelle steppe orientali, i codici alieni di apparecchiature avveniristiche quanto minacciose. Oggi, unico tra gli scrittori italiani moderni, Primo Levi sta per essere pubblicato integralmente in traduzione inglese, fino all’ultima delle sue pagine sparse. Ann Goldstein e Domenico Scarpa, una traduttrice e uno studioso che hanno collaborato all’impresa, dialogano appunto su Levi e la traduzione: nel significato artigianale della parola, e nel suo senso più ampio.
Il "Domenicale" del "Sole 24 Ore", cui Scarpa collabora, anticipa un brano della Lezione, dove si illustra il significato di questa iniziativa editoriale senza precedenti.
Research Interests:
Download (.pdf)
Le verità più precise – e inesorabili perché precise – sulla macchina dello sterminio. Quarant’anni di testimonianze, in gran parte inedite, di essenziale importanza storica. Nel 1945, all’indomani della liberazione, i militari... more
Le verità più precise – e inesorabili perché precise – sulla macchina dello sterminio. Quarant’anni di testimonianze, in gran parte inedite, di essenziale importanza storica.

Nel 1945, all’indomani della liberazione, i militari sovietici che controllavano il campo per ex prigionieri di Katowice, in Polonia, chiesero a Primo Levi e a Leonardo De Benedetti, suo compagno di prigionia, di redigere una relazione dettagliata sulle condizioni sanitarie del Lager. Il risultato fu il Rapporto su Auschwitz: una testimonianza straordinaria, uno dei primi resoconti sui campi di sterminio mai elaborati. La relazione, pubblicata nel 1946 sulla rivista scientifica «Minerva Medica», inaugura la successiva opera di Primo Levi testimone, analista e scrittore. Nei quattro decenni successivi, Levi non smetterà mai di raccontare l’esperienza del Lager in testi di varia natura, per la maggior parte mai raccolti in volume. Dalle precoci ricerche sul destino dei propri compagni alla deposizione per il processo Eichmann, dalla «lettera alla figlia di un fascista che chiede la verità» agli articoli apparsi su quotidiani e riviste specializzate, Cosí fu Auschwitz è un mosaico di memorie – e di riflessioni critiche – dall’inestimabile valore storico e umano. Una raccolta di testimonianze, di indagini, di approfondimenti che, grazie alla sua coerenza, alla chiarezza dello stile, al rigore del metodo, ci restituiscono il Primo Levi che abbiamo imparato a riconoscere come un classico delle nostre lettere.
Download (.pdf)
Speciale Primo Levi: quattro pagine, sei testi rari dello scrittore, 1952-1986, in "L'Indice", ottobre 2015. PDF integrale: - La perversione razionale nei campi di sterminio, 1952; - Miracolo a Torino, 1959; - recensione a Fabrizio De... more
Speciale Primo Levi: quattro pagine, sei testi rari dello scrittore, 1952-1986, in "L'Indice", ottobre 2015. PDF integrale:
- La perversione razionale nei campi di sterminio, 1952;
- Miracolo a Torino, 1959;
- recensione a Fabrizio De Santis, "Il chimico", 1961;
- lettera a Maria Grazia Leopizzi, in "Pause fantastiche di Primo Levi", 1965;
- brano tratto dall'intervista di Alessandra Carpegna, 24 maggio 1983;
- brano tratto dal dialogo con gli studenti di Pesaro, Teatro Rossini, 5 maggio 1986.
Research Interests:
Download (.pdf)
www.primolevi.it Bibliografia internazionale, ragionata e annotata, delle opere su Primo Levi, dal 1947 a oggi A cura di Domenico Scarpa Presentazione generale Nella bibliografia delle opere su Primo Levi sono stati inseriti... more
www.primolevi.it

Bibliografia internazionale, ragionata e annotata, delle opere su Primo Levi, dal 1947 a oggi

A cura di Domenico Scarpa


Presentazione generale
Nella bibliografia delle opere su Primo Levi sono stati inseriti tutti i testi critici raccolti sinora dal Centro sull’opera dello scrittore torinese. Nel lavoro di ricerca e raccolta un impegno prioritario è stato dedicato ad alcuni ambiti di particolare interesse:
a) si è curata la raccolta delle recensioni più antiche, che spesso sono le più significative proprio in virtù della loro acerbità e dello spiazzamento che le opere di Levi produssero nei loro lettori precoci. Da questo repertorio emergerà ad esempio che la prima edizione di Se questo è un uomo (De Silva, Torino 1947) ebbe una fortuna modesta ma non scarsa, e che di quel libro si continuò a parlare con ammirazione durante tutti gli anni Cinquanta, fino alla nuova edizione Einaudi del 1958;
b) il discorso appena fatto non vale soltanto per l’Italia: si è infatti dedicata una parte considerevole del lavoro di ricerca a documentare l’inizio della fortuna di Primo Levi nei principali paesi del mondo. Ci si è riusciti, finora, soprattutto per l’Inghilterra e gli Stati Uniti, meno per la Germania, mentre il lavoro sulla fortuna iniziale di Levi in Francia, in Spagna e in altri paesi resta quasi tutto da fare: e qui, come si dirà meglio più avanti, contiamo sull’aiuto dei nostri lettori-visitatori;
c) si è cercato di registrare nel modo più scrupoloso le testimonianze biografiche su Levi, anche brevissime. Succede spesso che tali testimonianze siano contenute (e, in qualche caso, nascoste) in saggi critici, rischiando di passare inosservate;
d) sempre nei saggi critici o nelle testimonianze biografiche, capita spesso di imbattersi in lettere private di Primo Levi dirette all’autore del medesimo saggio (o testimonianza): se ne dà conto, minuziosamente, nelle «Note aggiuntive» che accompagnano i vari lemmi del repertorio;
e) si sono cercate citazioni e testimonianze su Levi contenute in lettere e diari di personaggi di notevole caratura intellettuale e civile: ci limitiamo, qui, a fare gli esempi di Giorgio Agosti, di Piero Calamandrei e di Franco Venturi;
f) si è fatto lo spoglio di tutti i volumi collettanei via via reperiti (atti di convegni, numeri speciali di riviste, ecc.) aggiungendo nel contempo nella «Nota aggiuntiva» ai volumi considerati nella loro interezza una trascrizione completa dell’indice. Lo stesso è stato fatto per le biografie e per le monografie su Levi;
g) è stato sviluppato un interesse specifico per le recensioni di opere di Primo Levi apparse in riviste scientifiche. Per la novità e l’importanza di questo settore si è anzi deciso, in attesa di farle confluire in questa bibliografia di insieme, di raccoglierle per ora in un apposito repertorio creato sul sito del Centro (sotto la voce “Scienza”).
Si sono invece tralasciate per ora le seguenti categorie di testi:
a) le tesi di laurea e di dottorato dedicate a Levi, che un giorno potranno essere l’oggetto di un apposito censimento, di dimensioni però forse troppo ampie;
b) i testi critici pubblicati unicamente sul web, tranne pochissime eccezioni;
c) le opere creative (racconti, romanzi, poesie, film, testi teatrali, partiture musicali, opere delle arti figurative) modellate su o ispirate a opere di Levi, o alla persona di Levi. Anche queste dovranno più avanti essere oggetto di un repertorio apposito: sempre più spesso Levi diventa un personaggio, talvolta un protagonista, in immagini, musiche, versi e prose di autori anche importanti. Una parziale eccezione si è fatta per il film di Francesco Rosi La tregua, che è uscito nel decennale della morte di Levi (1997) ed è stato lo spunto per analisi critico-biografiche che andavano aldilà dell’occasione cinematografica;
d) le presentazioni critiche di brani primoleviani accolti nelle antologie scolastiche. La fortuna di Levi deve molto alla scuola, soprattutto alla scuola dell’obbligo; la sua fama si è consolidata negli anni grazie al consenso (e al passaparola) di lettori comuni che spesso erano studenti giovanissimi; Primo Levi è entrato nella memoria culturale condivisa soprattutto grazie a queste persone, e grazie ai loro insegnanti. Il lavoro più intenso da parte dei critici letterari e degli studiosi accademici è cominciato solo a partire dagli anni Ottanta. Censire questa parte “scolastica” della sua fortuna è un lavoro che supera di molto le forze attuali del Centro. È stata però inclusa nel repertorio l’indicazione di alcune antologie che hanno stampato brani di Primo Levi fin dal 1948, e comunque prima dell’edizione Einaudi 1958 di Se questo è un uomo; e si è registrata anche un’antologia per le scuole medie allestita nel 1981 da una curatrice d’eccezione, Natalia Ginzburg;
e) le recensioni di opere critiche (libri, monografie, atti di convegno, numeri speciali di riviste e altre opere collettanee) dedicate a Primo Levi. Anche in questo caso, però, non mancano alcune eccezioni. Sono state registrate le recensioni delle tre biografie finora dedicate a Primo Levi da Myriam Anissimov (1996), da Carole Angier e da Ian Thomson (2002), perché quei libri hanno suscitato un dibattito vivacissimo, che meritava di essere documentato. La stessa cosa si è fatta per i libri di alcuni autori che stanno lasciando un segno nella critica primoleviana: Giorgio Agamben, Marco Belpoliti, Alberto Cavaglion, Ernesto Ferrero, Robert S.C. Gordon, Pier Vincenzo Mengaldo;
f) le opere in cui Levi è citato soltanto di passaggio: sono, come si può immaginare, moltissime. Negli Stati Uniti, ad esempio, esiste un gran numero di testi di filosofia, politologia, antropologia, in cui si fa ricorso a nozioni coniate da Levi: «zona grigia», «vergogna», «violenza inutile». Nella gran parte dei casi, però, queste citazioni non implicano un esame diretto dei testi primoleviani da cui provengono;
g) le segnalazioni più brevi dedicate a opere primoleviane, soprattutto quelle riguardanti le ristampe di sue opere;
h) le notizie di cronaca superficiali o ripetitive: solo su queste, e non sui testi critici, è stata fatta una selezione in base al valore, per non appesantire il repertorio.
Nel raccogliere e nel costruire la bibliografia si sono fatti notevoli sforzi per dare agli utenti il massimo d’informazione sul contenuto dei testi. Ogni singolo lemma, ogni elemento del repertorio è infatti accompagnato da una serie di indicazioni utili a consentire, oltre all’accesso per autore, titolo, data, ecc., secondo i criteri documentari consolidati, un accesso tematico, pensato in forma duplice:
- per “Opere”: ogni repertoriazione bibliografica è accompagnata dall’indicazione delle opere di Primo Levi cui il testo in questione si riferisce. Questo per aiutare il lettore a selezionare tutti i testi che si riferiscono a questa o a quell’opera di Primo Levi;
- per “Parole chiave”: sulla base delle peculiarità dell’opera leviana e dello sviluppo avutosi sinora nel dibattito su di essa ne sono state individuate alcune decine con lo scopo di descrivere il contenuto dei testi critici su Levi nella maniera più esaustiva possibile.
Tutti i titoli di opere e tutte le parole-chiave funzionano come link ipertestuali: cioè, cliccando su uno di essi si otterrà l’elenco ordinato di tutto quanto è stato scritto – per fare solo qualche esempio – su La chiave a stella o sul Dialogo tra Levi e Tullio Regge, o sulla presenza di Dante nell’opera di Levi, sul suo talento come Antropologo/Etologo, o, ancora, su tutto quanto sia stato scritto in merito ai rapporti tra Levi e la casa editrice Einaudi, tra Levi e la città di Torino, o sugli intrecci fra la sua opera e quella di Jean Améry o di Giorgio Bassani o di Elias Canetti.
Molti lemmi della bibliografia, inoltre, sono corredati da «Note aggiuntive», cioè da un testo che contiene informazioni utili sullo scritto in questione: per esempio, l’esistenza di stesure diverse, precedenti o successive, dello scritto medesimo, qualche circostanza notevole della sua storia, i rapporti esistenti tra l’autore e Primo Levi, ecc.
Questa repertoriazione bibliografica, che pure conta, al momento della sua presentazione al pubblico, oltre 2.000 lemmi, verrà aggiornata costantemente e dunque è destinata a crescere molto e con rapidità. Ogni bibliografia è una collezione, e, come tutte le collezioni, è incompleta; ma questa, a differenza di altre collezioni, può entrare in possesso di tutti, e si aspetta di ricevere un contributo da chiunque sia interessato a farla prosperare e circolare. Noi chiediamo ai nostri utenti di segnalarci errori, lacune, inesattezze di ogni tipo. Chiediamo agli autori di saggi su Primo Levi di mandarci quello che via via pubblicheranno sull’argomento. Chiediamo a tutti, in tutto il mondo, di spedirci materiale primoleviano che colmi le nostre lacune. Ci scusiamo in anticipo con gli autori di testi assenti da questo repertorio: chiediamo loro scusa e li invitiamo, nello stesso tempo, a segnalarceli e a mandarcene una copia.
Download (.pdf)
«E la tagliarono in dodici pessi - E il più lungo era lungo così». Pessi, con doppia esse: così bisognava cantare la tragedia di Ferrero Michele «che sua moglie, e da viva, masò». Era l’autunno del 1942, a Milano. I sette ragazzi e... more
«E la tagliarono in dodici pessi - E il più lungo era lungo così». Pessi, con doppia esse: così bisognava cantare la tragedia di Ferrero Michele «che sua moglie, e da viva, masò». Era l’autunno del 1942, a Milano. I sette ragazzi e ragazze venuti ad abitare in un appartamento in via San Martino erano tutti ebrei (notare la dicitura «di razza ebraica» che sporge nel documento d’identità), e tutti venivano da Torino. Le canzoni che cantavano di sera le avevano imparate da amici valdesi; e il dottore in chimica pura Levi Primo, di anni ventitré, tecnico nelle industrie farmaceutiche Wander, aveva l’incarico di mimare il dettaglio più truce di quella storia.
Guardiamocelo un po’ per bene, nella caricatura disegnata da Eugenio Gentili Tedeschi. Magrissimo, la chioma frisée, il grugno e l’occhiolino da duro, le dita tese a forbice, un primolevi così non ce lo aspettavamo proprio. Ed è il Primo Levi che invece ci presenterà – per trecento e passa pagine, per quattrocento e rotti immagini a colori, per un numero non ben calcolato di testi suoi rari o inediti – l’Album Primo Levi che martedì 7 esce nella collana «Saggi» di Einaudi, a cura di Roberta Mori e di chi scrive. Ideato e realizzato dal Centro internazionale di studi Primo Levi di Torino (www.primolevi.it), l’Album è un prototipo editoriale, un volume di grande formato che non ha paragoni. Un libro che non somiglia a nessuna delle tante biografie per immagini disponibili sul mercato. Che non segue in maniera lineare la cronologia della vita di Levi, anche se sempre consentirà al lettore di orientarsi. Che non entra nelle vicende di Levi dal cancello di Auschwitz, benché al Lager dedichi la più folta delle sue sei sezioni. Che ha riservato un intero capitolo pittografico, realizzato da Yosuke Taki, al racconto «Carbonio». E che fin da questa anteprima ci presenta, con assonanze non solo fra le lettere iniziali, un Levi scalatore e scultore e scacchista.
L’Album, insomma, è un’opera informata e vivace che racconta la vita di Primo Levi dividendola in sei pessi: in sei sezioni tematiche, più un’appendice che ci presenta i suoi luoghi a Torino e nel Piemonte-Valle d’Aosta, più una essenziale cronologia illustrata. Il Levi sempre giovane e con chioma appena un po’ meno elettrica, seduto alla sua scrivania di direttore tecnico della fabbrica di vernici Siva di Settimo Torinese, poco prima della sua assunzione aveva scritto una lettera al direttore del mensile «La Chimica e l’Industria». Datata novembre 1947, inedita in volume, stesa poche settimane dopo la pubblicazione di Se questo è un uomo, essa descrive sotto il profilo tecnico la fabbrica di gomma sintetica impiantata in quel sottocampo di Auschwitz III-Monowitz dove Levi trascorse undici mesi. Questa lettera ci consente di osservare la Buna con occhi nuovi, come per una prima volta: e lo stesso avviene, nell’Album, con ciascuno dei reperti che scandiscono il suo itinerario molteplice, a cominciare dalle radici di Levi, dai suoi antenati ebrei piemontesi, dei quali si narra nel primo racconto del libro Il sistema periodico: spicca fra loro Nona Màlia, «che sopravvive in figura di agghindata minuscola ammaliatrice in alcune pose di studio eseguite verso il 1870, e come una vecchietta grinzosa, stizzosa, sciatta e favolosamente sorda nei miei ricordi d’infanzia più lontani». Qui la vediamo nella sua prima incarnazione.
Chi era Primo Levi? Che cosa è stato, prima e dopo e a prescindere da ciò che i nazisti gli hanno fatto? L’immagine della scacchiera appartenente alla famiglia Levi, con una partita già configurata, e lì accanto il classico manuale di Miliani sul giuoco degli scacchi, ci offre una chiave possibile. Leggiamo un brano verso la fine di La tregua, il libro del ritorno da Auschwitz. Siamo a Monaco, su suolo germanico, e il treno degli ex-deportati si ferma in quella stazione: «Ci sembrava di avere qualcosa da dire, enormi cose da dire, ad ogni singolo tedesco, e che ogni tedesco avesse da dirne a noi: sentivamo l’urgenza di tirare le somme, di domandare, spiegare e commentare, come i giocatori di scacchi al termine della partita».
Di generazione in generazione, racconta Levi, «ogni mio antenato ha insegnato le regole al figlio, lo ha vinto per qualche anno, poi ne ha tacitamente ammesso la superiorità». Sarà capitato lo stesso non troppi anni dopo che, nel 1959, venne scattata a Gressoney la foto inedita che ci mostra Levi con il suo secondogenito Renzo sopra le spalle. Il gioco, il laboratorio intellettuale del gioco, il «pensare con le mani», sono state le attività quotidiane e imprescindibili di uno scrittore che, di là dai temi gravi che tanto spesso affrontava, amò giocare con le parole – con i loro suoni, con le loro etimologie – e che curava il reciproco tenersi in esercizio fra gli organi di senso e il pensiero. Alla Siva, per trent’anni, Levi andò inventando e sperimentando vernici, soprattutto rivestimenti per cavi metallici. Anche gli scarti di produzione venivano buoni, per farci sculture di filo di rame intrecciato. Un altro sapere di famiglia si poteva tramandare: nel 1974, in Liguria, Levi sta insegnando a sua nipote Ada come s’intreccia il filo, e chissà se quell’«istrice spettinato» lo avranno fatto poi insieme.
È così, è in questi modi sorprendenti, che l’Album Primo Levi vuole mostrare ai lettori le molte vite di uno scrittore dai molti talenti: un Levi inaspettato, un Levi che amava la montagna e per il quale lo scalare le Grigne o il Disgrazia era trasgressione, cioè scuola di pericolo e di resistenza. Lo possiamo guardare così nell’ultima immagine. Val di Cogne, aprile 1940: Levi a vent’anni, sul tetto del rifugio «Vittorio Stella», a cavalcioni del camino. È un Levi attento, allenato, con lo sguardo panoramico e che si sta divertendo. È un Levi più vivo che mai.

Domenico Scarpa
Download (.pdf)
Un dialogo sulla traduzione, sullo spunto di due novità editoriali: Ann Goldstein - Domenico Scarpa, In un'altra lingua / In Another Language, VI Lezione Primo Levi, Einaudi, Torino 2015 Primo Levi, The Complete Works, a cura di Ann... more
Un dialogo sulla traduzione, sullo spunto di due novità editoriali:

Ann Goldstein - Domenico Scarpa, In un'altra lingua / In Another Language, VI Lezione Primo Levi, Einaudi, Torino 2015

Primo Levi, The Complete Works, a cura di Ann Goldstein, apparati storico-critici a cura del Centro Internazionale di Studi Primo Levi di Torino, Liveright, New York 2015
Download (.pdf)
"Assim foi Auschwitz. Testemunhos 1945-1986", de Primo Levi e Leonardo De Benedetti: Companhia das Letras, editores Fabio Levi e Domenico Scarpa, tradução de Federico Carotti.
Download (.pdf)
"The third wheel: an invitation to take up with Primo Levi". The literary style and thought that allowed Primo Levi to transform the concrete experience in Auschwitz into one of the great literary pieces of the 20th century was the... more
"The third wheel: an invitation to take up with Primo Levi".
The literary style and thought that allowed Primo Levi to transform the concrete experience in Auschwitz into one of the great literary pieces of the 20th century was the result of the double faceted role he played in that event: Levi was, at the same time, a victim and a witness, a person who experienced the annihilation and at the same time asked about this annihilation without any prejudging. From these two perspectives, his works call for a moral intervention of the reader. This article uses the five words composing the title "If This Is a Man" to analyse the paths and paradoxes of Levi’s writing and acceptance.
Download (.pdf)
Primo Levi, «Così fu Auschwitz. Testimonianze 1945-1986», con Leonardo De Benedetti, a cura di Fabio Levi e Domenico Scarpa, Einaudi, Torino 2015, Super ET.
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Il segno del chimico è il testo di una lettura scenica costruita con brani di Primo Levi, realizzata per incarico del Centro Internazionale di Studi Primo Levi e del Teatro Stabile di Torino. Lo spettacolo è stato allestito nel luglio... more
Il segno del chimico è il testo di una lettura scenica costruita con brani di Primo Levi, realizzata per incarico del Centro Internazionale di Studi Primo Levi e del Teatro Stabile di Torino. Lo spettacolo è stato allestito nel luglio 2010, per la regia e l’interpretazione di Valter MALOSTI, in occasione del convegno internazionale ESOF, EuroScience Open Forum. Nel novembre 2011 è stato portato in scena a New York da John Turturro.
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Research Interests:
Download (.pdf)
Research Interests:
Download (.pdf)
Research Interests:
Download (.pdf)
Research Interests:
Ethics, Testimony, Jewish Studies, Reception Studies, Eyewitness memory, and 55 more
Download (.pdf)
“Narratives for History” meant two main things for Primo Levi: giving form to the experience of Auschwitz with the tools of a narrator – a narrator of real events – in an account that was useful to the professional historian as well as... more
“Narratives for History” meant two main things for Primo Levi: giving form to the experience of Auschwitz with the tools of a narrator – a narrator of real events – in an account that was useful to the professional historian as well as the general reader; and having the sensitivity and courage to suggest new categories for reinterpreting the Shoah: from the “gray zone” to “survivor shame”. More courageous still were his thoughts, rooted in his brief experience as a partisan, on violence perpetrated by people fighting for a just cause. For forty years – the period that runs from "If This ia a Man" through "The Periodic Table" to "The Drowned and the Saved" – Levi plied history with his narratives and his moral and political diagnoses. They are collected here by a historian, Anna Bravo, who interviewed him in 1983, and who
explains why they are still valid today and will remain so for the forseeable future.
Research Interests:
Download (.pdf)
In un’altra lingua – o meglio: come se la traducesse da un’altra lingua – Primo Levi ci ha descritto l’esperienza di Auschwitz. Da allora in poi, durante l’intera sua vita di scrittore, Levi ha trapiantato nella letteratura italiana nuovi... more
In un’altra lingua – o meglio: come se la traducesse da un’altra lingua – Primo Levi ci ha descritto l’esperienza di Auschwitz. Da allora in poi, durante l’intera sua vita di scrittore, Levi ha trapiantato nella letteratura italiana nuovi linguaggi, e ha conquistato nuovi territori espressivi: il dialetto degli ebrei piemontesi, il gergo di un tecnico specializzato in montaggi complessi, lo yiddish di una banda partigiana nelle steppe orientali, i codici alieni di apparecchiature avveniristiche quanto minacciose. Oggi, unico tra gli scrittori italiani moderni, Primo Levi sta per essere pubblicato integralmente in traduzione inglese, fino all’ultima delle sue pagine sparse. Ann Goldstein e Domenico Scarpa, una traduttrice e uno studioso che hanno collaborato all’impresa, dialogano appunto su Levi e la traduzione: nel significato artigianale della parola, e nel suo senso più ampio.

Nella primavera 2015 i testi di In un’altra lingua / In another language saranno pubblicati da Einaudi in edizione bilingue, nella collana del Centro Internazionale di Studi Primo Levi.
Research Interests:
Download (.pdf)
Le verità più precise – e inesorabili perché precise – sulla macchina dello sterminio. Quarant’anni di testimonianze, in gran parte inedite, di essenziale importanza storica. Nel 1945, all’indomani della liberazione, i militari sovietici... more
Le verità più precise – e inesorabili perché precise – sulla macchina dello sterminio. Quarant’anni di testimonianze, in gran parte inedite, di essenziale importanza storica. Nel 1945, all’indomani della liberazione, i militari sovietici che controllavano il campo per ex prigionieri di Katowice, in Polonia, chiesero a Primo Levi e a Leonardo De Benedetti, suo compagno di prigionia, di redigere una relazione dettagliata sulle condizioni sanitarie del Lager. Il risultato fu il Rapporto su Auschwitz: una testimonianza straordinaria, uno dei primi resoconti sui campi di sterminio mai elaborati. La relazione, pubblicata nel 1946 sulla rivista scientifica «Minerva Medica», inaugura la successiva opera di Primo Levi testimone, analista e scrittore. Nei quattro decenni successivi, Levi non smetterà mai di raccontare l’esperienza del Lager in testi di varia natura, per la maggior parte mai raccolti in volume. Dalle precoci ricerche sul destino dei propri compagni alla deposizione per il proc...
Scopo di questo progetto didattico e di ricerca è esaminare l’opera di Leone (1909-1944) e Natalia Ginzburg (1916-1991) alla luce dell’indissolubile intreccio fra attività intellettuale e creativa e impegno civile che caratterizza il loro... more
Scopo di questo progetto didattico e di ricerca è esaminare l’opera di Leone (1909-1944) e Natalia Ginzburg (1916-1991) alla luce dell’indissolubile intreccio fra attività intellettuale e creativa e impegno civile che caratterizza il loro contributo alla storia italiana ed europea del XX secolo.
Muovendo dalla presentazione delle biografie e dei contesti in cui si collocano, procederemmo alla lettura e commento di alcuni loro scritti, ad un confronto sul ruolo svolto da entrambi nella casa editrice Einaudi, e alla sperimentazione di metodologie didattiche per la promozione della letteratura.
Il programma include 5 seminari, le lezioni magistrali di Mario Barenghi –
teorico, critico letterario e specialista di letteratura italiana moderna e
contemporanea – e di Domenico Scarpa – curatore delle opere di Natalia per Einaudi – nonché la conclusione dei lavori affidata a Carlo Ginzburg. I partecipanti saranno coinvolti in un’esperienza di ascolto, analisi, riflessione, in costante dialogo con studiosi di differenti ambiti disciplinari e teorici. Inoltre, lavoreranno a dei progetti personali sotto la supervisione di un docente, i quali saranno presentati e discussi durante sessioni plenarie dedicate.
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
UNA STRAORDINARIA INVENZIONE EDITORIALE: "QUESTO E' KAFKA?" DI REINER STACH
Download (.pdf)
Università di Napoli Federico II, dal 28 novembre 2016. Com’è fatto un libro, come si fanno i libri: sempre più spesso, sempre più numerosi, gli studenti universitari, i dottorandi, i giovani ricercatori si pongono queste due domande, a... more
Università di Napoli Federico II, dal 28 novembre 2016.
Com’è fatto un libro, come si fanno i libri: sempre più spesso, sempre più numerosi, gli studenti universitari, i dottorandi, i giovani ricercatori si pongono queste due domande, a prescindere dagli argomenti di cui si occupano. E cercano risposte di alto profilo teorico e operativo.
Negli ultimi anni ha preso forma una disciplina, la filologia editoriale, cui ancora non corrispondono insegnamenti universitari. I suoi temi e i suoi testi circolano tuttavia rapidamente, a partire dalla discussione che nel 2013, sul decimo numero di «Ecdotica», Paola Italia e Francisco Rico intrecciavano con Roberto Calasso, discussione rilanciata dal numero monografico che «Studi (e Testi) Italiani» ha dedicato nel 2014, curatrice la medesima Italia con Giorgio Pinotti, al tema Editori e filologi. Vi prendono la parola editor di formazione accademica (dal citato Pinotti a Mauro Bersani, da Mariarosa Bricchi a Elisabetta Risari) ai quali si affiancano italianisti, linguisti, filologi testuali (Giulia Raboni, Gino Ruozzi, Paolo Squillacioti, Pasquale Stoppelli, Claudio Vela, Luca Zuliani) che spendono una quota notevole del loro tempo nell’approntare testi scientificamente attendibili per il mercato editoriale, accompagnandoli con paratesti capaci di parlare al lettore in modo rigoroso ed elegante.
Filologia reader oriented e editoria author oriented s’incontrano e si saldano sempre più spesso. Tuttavia, il lavoro sugli autori degli ultimi cento anni (su quei nomi che soltanto da poco sono assurti a classici delle lettere italiane e internazionali, o che si avviano a diventarlo) ha una specificità: la base primaria di ogni ricerca che li riguardi è, giocoforza, di carattere archivistico e bibliografico. Consiste nella ricerca dei loro scritti, spesso dispersi in sedi plurime e improbabili. Consiste nel procacciarsi un corpus testuale e documentario sul quale operare: per ricostruire biografie intellettuali non lacunose, per raccogliere opere complete che siano realmente complete, e infine per dare forma – nei casi più felici – a libri postumi che si potranno definire «libri latenti»: libri potenziali che, lavorando di attenzione e di immaginazione, si finisce con l’estrarre dal disordine di un’opera, libri la cui materia prima sono carte sparpagliate o inedite.
Un «libro latente» è un progetto trasformato in un prodotto, una ricerca innovativa capace di procurarsi uno sbocco editoriale, un processo intellettuale e industriale che coinvolge, legandoli l’uno agli altri, uno scrittore, un curatore e il pubblico dei lettori. Situato fra l’autore e i suoi lettori, il curatore è l’intermediario che dà forma ai libri latenti. È un ricercatore che sa adoperare al meglio ciò che trova, è uno studioso capace di confezionare un oggetto destinato al mercato, è un professionista dell’editoria in grado di concepire, di costruire, di rifinire un libro che i lettori acquisteranno e ameranno: un libro la cui stessa struttura, il cui stesso indice, costituirà un discorso critico implicito – cioè, latente a sua volta – sullo scrittore del quale offre un’immagine inconsueta.
I libri latenti sono dunque il luogo geometrico in cui, all’insegna «Filologia e Critica» promossa nel 1952 da Lanfranco Caretti, viene ad affiancarsi, integrandola e aggiornandola, la dittologia progressiva Bibliografia e Critica: «progressiva» perché intesa a suggerire che l’innovazione critica in merito ai classici contemporanei di ogni paese nasce più facilmente su un terreno nutrito da vaste ricerche d’archivio, da complesse ricostruzioni archivistico-bibliografiche e dipoi filologico-testuali.
Lo studente, il dottorando, il giovane ricercatore che vogliano sapere com’è fatto un libro e come si fanno i libri potranno ripercorrere questo itinerario teorico-operativo nel ciclo dei cinque seminari qui proposti. In ciascuno verrà affrontato un tema, rappresentato da un singolo caso di studio – impersonato da un libro materialmente esistente – il cui impatto pedagogico sarà garantito dall’innervatura di metodo e di ricerca in esso implicita.

PRIMO SEMINARIO, 28 NOVEMBRE 2016: IL LAVORO EDITORIALE, VARIANTI E VARIETÀ
Nel 1937, due giovani studiosi – Gianfranco Contini e Leone Ginzburg – recensivano simultaneamente e con entusiasmo il lavoro del comune maestro Santorre Debenedetti sui Frammenti autografi dell’«Orlando Furioso». Da quel lavoro filologico, e dai due referti critici, sarebbero nati in Italia la filologia delle varianti e una editoria capace di offrire al lettore testi scientificamente impeccabili presentati con chiarezza espositiva, economia di apparati ed eleganza di scrittura.
Ricostruire, su documenti editi e inediti, le vicende della «Nuova raccolta di classici italiani annotati», fondata da Debenedetti e Ginzburg nel 1937 per Giulio Einaudi editore, e inaugurata da Contini due anni più tardi con le Rime di Dante, significa entrare in una pluralità di laboratori – filologico-testuali, editoriali, e persino politici – la cui impronta si lascia decifrare ancora oggi nel meglio della produzione editoriale dedicata ai classici della nostra letteratura, così come in quel nugolo di problemi concreti ai quali ogni giorno un editore e un curatore sono chiamati a trovare la soluzione adeguata.
Come si scrive una prefazione, e che cosa bisogna metterci? E che cos’è invece una nota al testo, che cosa ci va bene e che cosa invece no? Di quante note è necessario corredare un testo antico, e quali informazioni devono contenere? Fin dove è opportuno che sia tecnicamente complicata una nota filologica? Come si stende una cronologia, come si redige una bibliografia? Tutte queste erano domande di allora e sono domande di oggi. Sono norme editoriali in continuo cambiamento, di cui si indagheranno i criteri.
Download (.pdf)
Download (.pdf)
L'INVENZIONE EDITORIALE è un ciclo di otto conversazioni sulla capacità di dare forma a «libri latenti», ossia libri nascosti eppure possibili, libri avvincenti che non esistevano in natura: sul talento di trasformarli e magari... more
L'INVENZIONE EDITORIALE è un ciclo di otto conversazioni sulla capacità di dare forma a «libri latenti», ossia libri nascosti eppure possibili, libri avvincenti che non esistevano in natura: sul talento di trasformarli e magari resuscitarli, i libri, e anche i loro autori, e persino interi generi letterari; e ancora, sulla possibilità – nei casi più sventurati – di sciuparli malamente.
Progetti trasformati in oggetti, racconti di scrittura e di editoria, avventure di laboratorio e di bottega: otto incontri per chiunque ama i libri ed è curioso di sapere come si fanno, si rifanno, si sfanno.
Download (.pdf)
Martedì 5 aprile, alle 18, si terrà a Milano, al Laboratorio Formentini per l’editoria coordinato da Luisa Finocchi (via Formentini 10, MM2 Lanza, www.laboratorioformentini.it ) il primo incontro del ciclo "L'INVENZIONE EDITORIALE. Storie... more
Martedì 5 aprile, alle 18, si terrà a Milano, al Laboratorio Formentini per l’editoria coordinato da Luisa Finocchi (via Formentini 10, MM2 Lanza, www.laboratorioformentini.it ) il primo incontro del ciclo "L'INVENZIONE EDITORIALE. Storie di libri latenti, resuscitati, traditi", a cura di Mariarosa Bricchi, Giorgio Pinotti, Raffaella Poletti e Domenico Scarpa.
Gli incontri, con ingresso gratuito, saranno otto, con cadenza mensile, fino a dicembre e salvo agosto: programma completo sul sito.
Nell’incontro di apertura, "LIBRI LATENTI", Mariarosa Bricchi dialogherà con Domenico Scarpa a partire da un’opera progettata da quest’ultimo: Fruttero & Lucentini, "I ferri del mestiere. Manuale involontario di scrittura con esercizi svolti", Einaudi, Torino 2003.
Download (.pdf)
Recensione di "Editori e Filologi. Per una filologia editoriale", a cura di Paola Italia e Giorgio Pinotti, fascicolo monografico di "Studi (e stesti) italiani", n. 33, Bulzoni, Roma 2014.
Download (.pdf)
In another language—rather, as if he were translating it from another language—Primo Levi described to us the experience of Auschwitz. From then on, during his entire life as a writer, Levi transplanted into Italian literature new... more
In another language—rather, as if he were translating it from another language—Primo Levi described to us the experience of Auschwitz. From then on, during his entire life as a writer, Levi transplanted into Italian literature new languages, and conquered new expressive territories: the dialect of Piedmontese Jews, the jargon of a technician specializing in complex rigging, the Yiddish of a partisan band in the Russian steppes, the alien codes of threatening futuristic machines. Today, alone among modern Italian writers, Primo Levi is about to be published in his entirety in English, down to the last of the uncollected pages. Ann Goldstein and Domenico Scarpa, a translator and a scholar who contributed to the enterprise, have a dialogue on Levi and translation: in the most concrete meaning of the word and in its broader sense.

Ann Goldstein is the editor of the Complete Works of Primo Levi, to be published by Liveright, New York, and has translated many works from Italian into English, from Pasolini to Elena Ferrante. Domenico Scarpa is the literary-editorial consultant for the Centro Studi Primo Levi.
Download (.pdf)
Download (.pdf)
«Storie avventurose di libri necessari» è una traversata del Novecento italiano. Racconta, in undici saggi, le fortune e gli infortuni, i segreti e gli intrighi delle opere che hanno dato forma a un secolo di letteratura. Racconta le... more
«Storie avventurose di libri necessari» è una traversata del Novecento italiano. Racconta, in undici saggi, le fortune e gli infortuni, i segreti e gli intrighi delle opere che hanno dato forma a un secolo di letteratura. Racconta le avventure dei libri, ma anche di chi li ha scritti: e per riuscire a farlo ricorre a carte d’archivio, a documenti inediti, a lettere private, a scritti dimenticati o nascosti dagli autori stessi.
Si salpa l’ancora ricostruendo le tracce lasciate nell’opera dei nostri scrittori dal più bel libro di avventure di tutti i tempi, «L’isola del tesoro». E si prosegue, proprio come negli agguati pirateschi di Stevenson, andando a scoprire perché il saluto «Ohi, Peppì!» equivalesse per Domenico Rea a un’offesa grave, e perché mai Corrado Alvaro dedicasse tanti pensieri all’eros di Mussolini. Vedremo quali nessi invisibili sussistano tra Beckett & Borges (e tra Fruttero & Lucentini che li hanno introdotti qui in Italia), e che cosa Fortini e Vittorini videro sbarcare a Bocca di Magra insieme con Marguerite Duras. Ma, come nella vita corsara, saremo spesso chiamati a combattere: e da Calvino, da Fenoglio, da Meneghello, impareremo ad apprezzare le differenze di stile che ci sono tra una pistola, un mortaio e un fucile mitragliatore per chi sta rischiando la vita nella guerra civile. O magari ci limiteremo a litigare pur amandoci attraverso il tempo e lo spazio, come Sciascia fece con Stendhal, o Parise con Darwin.
Eppure, la lotta senza tregue sarà sempre quella che uno scrittore combatte contro se stesso: e per raccontarla dovremo estrarre alla luce la virgola ebraica intessuta nella scrittura di Bassani, dovremo estorcere a Mario Soldati – proprio mentre si sta godendo un gelato – il suo passato di critico d’arte, dovremo interrogare Primo Levi e Giorgio Manganelli finché non confessino le vere ragioni della loro contesa sullo scrivere chiaro e lo scrivere oscuro.
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Research Interests:
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
L’ULTIMA LETTERA DI GIAIME PINTOR, SCRITTA AL FRATELLO LUIGI PRIMA DELLA MISSIONE IN CUI RESTERÀ UCCISO. UN PARTIGIANO ELEGANTE NELLA GUERRA ANTROPOLOGICA: ESISTENZE AD ALZO ZERO. «FISCHIA IL VENTO AL CALASCIONE»: LONGANESI E IL SENATORE.... more
L’ULTIMA LETTERA DI GIAIME PINTOR, SCRITTA AL FRATELLO LUIGI PRIMA DELLA MISSIONE IN CUI RESTERÀ UCCISO. UN PARTIGIANO ELEGANTE NELLA GUERRA ANTROPOLOGICA: ESISTENZE AD ALZO ZERO. «FISCHIA IL VENTO AL CALASCIONE»: LONGANESI E IL SENATORE. MERCUTIO VS. AMLETO: LA GIOVENTÙ DISPONIBILE
Download (.pdf)
IN PIENA ESTATE, IN UNA CITTÀ TERMALE IN LOMBARDIA, NOVE SCRITTORI AFFERMATI PRESENTANO DIECI SCRITTORI AVVENTIZI: IL CONVEGNO DI DUE GENERAZIONI E LE SUE SORPRESE. SCEGLIERE ED ESSERE SCELTI. CROLLI E RICOSTRUZIONI DI UN CANONE... more
IN PIENA ESTATE, IN UNA CITTÀ TERMALE IN LOMBARDIA, NOVE SCRITTORI AFFERMATI PRESENTANO DIECI SCRITTORI AVVENTIZI: IL CONVEGNO DI DUE GENERAZIONI E LE SUE SORPRESE. SCEGLIERE ED ESSERE SCELTI. CROLLI E RICOSTRUZIONI DI UN CANONE LETTERARIO. I VECCHI, I GIOVANI E I TRANS-AGE
Download (.pdf)
PAOLO BORINGHIERI SCRIVE A CESARE MUSATTI CHIEDENDOGLI DI CURARE L’OPERA DI FREUD. DAL TRONCO DI CASA EINAUDI NASCONO DUE NUOVE IMPRESE EDITORIALI: LA TORINESE BORINGHIERI NEL NOME DI FREUD, LA MILANESE ADELPHI NEL NOME DI NIETZSCHE.... more
PAOLO BORINGHIERI SCRIVE A CESARE MUSATTI CHIEDENDOGLI DI CURARE L’OPERA DI FREUD. DAL TRONCO DI CASA EINAUDI NASCONO DUE NUOVE IMPRESE EDITORIALI: LA TORINESE BORINGHIERI NEL NOME DI FREUD, LA MILANESE ADELPHI NEL NOME DI NIETZSCHE. «AZIONE NIETZSCHE»: GIORGIO COLLI, MAZZINO MONTINARI E LA FILOLOGIA. «TUTTI I LIBRI PER UN SOLO LETTORE»: SEPARAZIONI EFFETTIVE E GENEALOGIE IMPROBABILI
Download (.pdf)
AL TEATRO CARIGNANO LO STORICO DELLA SCIENZA GIORGIO DE SANTILLANA PRONUNCIA LA CONFERENZA IL FATO NELL’ANTICHITÀ E NELL’ERA ATOMICA. TRA GLI ASCOLTATORI C’È ITALO CALVINO: DI LÌ A QUALCHE MESE GLI SI APRIRANNO NUOVISSIMI SPAZI NARRATIVI.... more
AL TEATRO CARIGNANO LO STORICO DELLA SCIENZA GIORGIO DE SANTILLANA PRONUNCIA LA CONFERENZA IL FATO NELL’ANTICHITÀ E NELL’ERA ATOMICA. TRA GLI ASCOLTATORI C’È ITALO CALVINO: DI LÌ A QUALCHE MESE GLI SI APRIRANNO NUOVISSIMI SPAZI NARRATIVI. DA MONTALE A BONAVIRI A PRIMO LEVI, DALLA ORTESE A LUCENTINI A PARISE, ESEMPLARI ITALIANI DI LETTERATURA COSMICA
Download (.pdf)
Download (.pdf)
www.primolevi.it Bibliografia internazionale, ragionata e annotata, delle opere su Primo Levi, dal 1947 a oggi A cura di Domenico Scarpa Presentazione generale Nella bibliografia delle opere su Primo Levi sono stati inseriti... more
www.primolevi.it

Bibliografia internazionale, ragionata e annotata, delle opere su Primo Levi, dal 1947 a oggi

A cura di Domenico Scarpa


Presentazione generale
Nella bibliografia delle opere su Primo Levi sono stati inseriti tutti i testi critici raccolti sinora dal Centro sull’opera dello scrittore torinese. Nel lavoro di ricerca e raccolta un impegno prioritario è stato dedicato ad alcuni ambiti di particolare interesse:
a) si è curata la raccolta delle recensioni più antiche, che spesso sono le più significative proprio in virtù della loro acerbità e dello spiazzamento che le opere di Levi produssero nei loro lettori precoci. Da questo repertorio emergerà ad esempio che la prima edizione di Se questo è un uomo (De Silva, Torino 1947) ebbe una fortuna modesta ma non scarsa, e che di quel libro si continuò a parlare con ammirazione durante tutti gli anni Cinquanta, fino alla nuova edizione Einaudi del 1958;
b) il discorso appena fatto non vale soltanto per l’Italia: si è infatti dedicata una parte considerevole del lavoro di ricerca a documentare l’inizio della fortuna di Primo Levi nei principali paesi del mondo. Ci si è riusciti, finora, soprattutto per l’Inghilterra e gli Stati Uniti, meno per la Germania, mentre il lavoro sulla fortuna iniziale di Levi in Francia, in Spagna e in altri paesi resta quasi tutto da fare: e qui, come si dirà meglio più avanti, contiamo sull’aiuto dei nostri lettori-visitatori;
c) si è cercato di registrare nel modo più scrupoloso le testimonianze biografiche su Levi, anche brevissime. Succede spesso che tali testimonianze siano contenute (e, in qualche caso, nascoste) in saggi critici, rischiando di passare inosservate;
d) sempre nei saggi critici o nelle testimonianze biografiche, capita spesso di imbattersi in lettere private di Primo Levi dirette all’autore del medesimo saggio (o testimonianza): se ne dà conto, minuziosamente, nelle «Note aggiuntive» che accompagnano i vari lemmi del repertorio;
e) si sono cercate citazioni e testimonianze su Levi contenute in lettere e diari di personaggi di notevole caratura intellettuale e civile: ci limitiamo, qui, a fare gli esempi di Giorgio Agosti, di Piero Calamandrei e di Franco Venturi;
f) si è fatto lo spoglio di tutti i volumi collettanei via via reperiti (atti di convegni, numeri speciali di riviste, ecc.) aggiungendo nel contempo nella «Nota aggiuntiva» ai volumi considerati nella loro interezza una trascrizione completa dell’indice. Lo stesso è stato fatto per le biografie e per le monografie su Levi;
g) è stato sviluppato un interesse specifico per le recensioni di opere di Primo Levi apparse in riviste scientifiche. Per la novità e l’importanza di questo settore si è anzi deciso, in attesa di farle confluire in questa bibliografia di insieme, di raccoglierle per ora in un apposito repertorio creato sul sito del Centro (sotto la voce “Scienza”).
Si sono invece tralasciate per ora le seguenti categorie di testi:
a) le tesi di laurea e di dottorato dedicate a Levi, che un giorno potranno essere l’oggetto di un apposito censimento, di dimensioni però forse troppo ampie;
b) i testi critici pubblicati unicamente sul web, tranne pochissime eccezioni;
c) le opere creative (racconti, romanzi, poesie, film, testi teatrali, partiture musicali, opere delle arti figurative) modellate su o ispirate a opere di Levi, o alla persona di Levi. Anche queste dovranno più avanti essere oggetto di un repertorio apposito: sempre più spesso Levi diventa un personaggio, talvolta un protagonista, in immagini, musiche, versi e prose di autori anche importanti. Una parziale eccezione si è fatta per il film di Francesco Rosi La tregua, che è uscito nel decennale della morte di Levi (1997) ed è stato lo spunto per analisi critico-biografiche che andavano aldilà dell’occasione cinematografica;
d) le presentazioni critiche di brani primoleviani accolti nelle antologie scolastiche. La fortuna di Levi deve molto alla scuola, soprattutto alla scuola dell’obbligo; la sua fama si è consolidata negli anni grazie al consenso (e al passaparola) di lettori comuni che spesso erano studenti giovanissimi; Primo Levi è entrato nella memoria culturale condivisa soprattutto grazie a queste persone, e grazie ai loro insegnanti. Il lavoro più intenso da parte dei critici letterari e degli studiosi accademici è cominciato solo a partire dagli anni Ottanta. Censire questa parte “scolastica” della sua fortuna è un lavoro che supera di molto le forze attuali del Centro. È stata però inclusa nel repertorio l’indicazione di alcune antologie che hanno stampato brani di Primo Levi fin dal 1948, e comunque prima dell’edizione Einaudi 1958 di Se questo è un uomo; e si è registrata anche un’antologia per le scuole medie allestita nel 1981 da una curatrice d’eccezione, Natalia Ginzburg;
e) le recensioni di opere critiche (libri, monografie, atti di convegno, numeri speciali di riviste e altre opere collettanee) dedicate a Primo Levi. Anche in questo caso, però, non mancano alcune eccezioni. Sono state registrate le recensioni delle tre biografie finora dedicate a Primo Levi da Myriam Anissimov (1996), da Carole Angier e da Ian Thomson (2002), perché quei libri hanno suscitato un dibattito vivacissimo, che meritava di essere documentato. La stessa cosa si è fatta per i libri di alcuni autori che stanno lasciando un segno nella critica primoleviana: Giorgio Agamben, Marco Belpoliti, Alberto Cavaglion, Ernesto Ferrero, Robert S.C. Gordon, Pier Vincenzo Mengaldo;
f) le opere in cui Levi è citato soltanto di passaggio: sono, come si può immaginare, moltissime. Negli Stati Uniti, ad esempio, esiste un gran numero di testi di filosofia, politologia, antropologia, in cui si fa ricorso a nozioni coniate da Levi: «zona grigia», «vergogna», «violenza inutile». Nella gran parte dei casi, però, queste citazioni non implicano un esame diretto dei testi primoleviani da cui provengono;
g) le segnalazioni più brevi dedicate a opere primoleviane, soprattutto quelle riguardanti le ristampe di sue opere;
h) le notizie di cronaca superficiali o ripetitive: solo su queste, e non sui testi critici, è stata fatta una selezione in base al valore, per non appesantire il repertorio.
Nel raccogliere e nel costruire la bibliografia si sono fatti notevoli sforzi per dare agli utenti il massimo d’informazione sul contenuto dei testi. Ogni singolo lemma, ogni elemento del repertorio è infatti accompagnato da una serie di indicazioni utili a consentire, oltre all’accesso per autore, titolo, data, ecc., secondo i criteri documentari consolidati, un accesso tematico, pensato in forma duplice:
- per “Opere”: ogni repertoriazione bibliografica è accompagnata dall’indicazione delle opere di Primo Levi cui il testo in questione si riferisce. Questo per aiutare il lettore a selezionare tutti i testi che si riferiscono a questa o a quell’opera di Primo Levi;
- per “Parole chiave”: sulla base delle peculiarità dell’opera leviana e dello sviluppo avutosi sinora nel dibattito su di essa ne sono state individuate alcune decine con lo scopo di descrivere il contenuto dei testi critici su Levi nella maniera più esaustiva possibile.
Tutti i titoli di opere e tutte le parole-chiave funzionano come link ipertestuali: cioè, cliccando su uno di essi si otterrà l’elenco ordinato di tutto quanto è stato scritto – per fare solo qualche esempio – su La chiave a stella o sul Dialogo tra Levi e Tullio Regge, o sulla presenza di Dante nell’opera di Levi, sul suo talento come Antropologo/Etologo, o, ancora, su tutto quanto sia stato scritto in merito ai rapporti tra Levi e la casa editrice Einaudi, tra Levi e la città di Torino, o sugli intrecci fra la sua opera e quella di Jean Améry o di Giorgio Bassani o di Elias Canetti.
Molti lemmi della bibliografia, inoltre, sono corredati da «Note aggiuntive», cioè da un testo che contiene informazioni utili sullo scritto in questione: per esempio, l’esistenza di stesure diverse, precedenti o successive, dello scritto medesimo, qualche circostanza notevole della sua storia, i rapporti esistenti tra l’autore e Primo Levi, ecc.
Questa repertoriazione bibliografica, che pure conta, al momento della sua presentazione al pubblico, oltre 2.000 lemmi, verrà aggiornata costantemente e dunque è destinata a crescere molto e con rapidità. Ogni bibliografia è una collezione, e, come tutte le collezioni, è incompleta; ma questa, a differenza di altre collezioni, può entrare in possesso di tutti, e si aspetta di ricevere un contributo da chiunque sia interessato a farla prosperare e circolare. Noi chiediamo ai nostri utenti di segnalarci errori, lacune, inesattezze di ogni tipo. Chiediamo agli autori di saggi su Primo Levi di mandarci quello che via via pubblicheranno sull’argomento. Chiediamo a tutti, in tutto il mondo, di spedirci materiale primoleviano che colmi le nostre lacune. Ci scusiamo in anticipo con gli autori di testi assenti da questo repertorio: chiediamo loro scusa e li invitiamo, nello stesso tempo, a segnalarceli e a mandarcene una copia.
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
The article documents four new bibliographical sources – "Chiarezza", "Itinerario della cultura e della scuola siciliana", "La Prova" and "Il Popolo" – containing articles by Sciascia between 1947 and 1951 (the period in which he... more
The article documents four new bibliographical sources – "Chiarezza", "Itinerario della cultura e della scuola siciliana", "La Prova" and "Il Popolo" – containing articles by Sciascia between 1947 and 1951 (the period in which he supported certain Christian Democrat campaigns). The new findings consist of seventeen articles on literature, politics and education, and two further unknown articles, which appeared in "Sicilia del Popolo". "La Prova" also contains twenty extracts from Sciascia’s "Favole della dittatura".
Research Interests:
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Guglielmo Alberti – a Piedmontese antifascist intellectual of European importance, a friend among others of Gobetti, Gide, Curtius, Debenedetti, Pavese, Berenson, Cecchi, a literary critic and translator – and Gianfranco Contini met in... more
Guglielmo Alberti – a Piedmontese antifascist intellectual of European importance, a friend among
others of Gobetti, Gide, Curtius, Debenedetti, Pavese, Berenson, Cecchi, a literary critic and translator
– and Gianfranco Contini met in Friburgo (Switzerland) in the Autumn 1943. Alberti had got in
Friburgo, where Contini was a Professor of Romance philology, as a refugee after the Nazi invasion
of Northern Italy. Their friendship is testified by an exchange of letters lasting from 1944 to 1959 and
counting 75 items. The article examines the first year of this correspondence, from April 3, 1944 to
April 25, 1945, documenting their shared anxieties about the civil war in Italy, their common work on
Italian literature and their active engagement in antitotalitarian politics. The two main common efforts
carried out by Alberti and Contini were the publication of an issue (edited by Contini in 1944) of
the periodical « Lettres » dedicated to Italian literature, and (from February to June 1945) of « Cultura
e Azione », a weekly literary supplement to the daily « Il Dovere », printed in Bellinzona. The fateful
day of 25 April 1945 will bring both the Liberation of Italy from Nazi-fascism and the announcement
of Alberti’s wedding, at which Contini will act as best man.
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
New findings show that between 1948 and 1951 Sciascia collaborated intensively with the Christian Democrat press – including its mouthpiece "Il Popolo" – where he published his "Favole della dittatura", and articles against Communist... more
New findings show that between 1948 and 1951 Sciascia collaborated intensively with the Christian Democrat press – including its mouthpiece "Il Popolo" – where he published his "Favole della dittatura", and articles against Communist totalitarianism and the threat from Neofascism. Although Sciascia never joined the Christian Democrats, he worked actively for the party, and supported its campaigns for regional autonomy. These findings suggest we might see works such as "Le parrocchie di Regalpetra" and "Todo modo" in a new light.
Research Interests:
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Download (.pdf)
Scopo di questo progetto didattico e di ricerca è esaminare l’opera di Leone (1909-1944) e Natalia Ginzburg (1916-1991) alla luce dell’indissolubile intreccio fra attività intellettuale e creativa e impegno civile che caratterizza il loro... more
Scopo di questo progetto didattico e di ricerca è esaminare l’opera di Leone (1909-1944) e Natalia Ginzburg (1916-1991) alla luce dell’indissolubile intreccio fra attività intellettuale e creativa e impegno civile che caratterizza il loro contributo alla storia italiana ed europea del XX secolo.
Muovendo dalla presentazione delle biografie e dei contesti in cui si collocano, procederemmo alla lettura e commento di alcuni loro scritti, ad un confronto sul ruolo svolto da entrambi nella casa editrice Einaudi, e alla sperimentazione di metodologie didattiche per la promozione della letteratura.
Il programma include 5 seminari, le lezioni magistrali di Mario Barenghi – teorico, critico letterario e specialista di letteratura italiana moderna e contemporanea – e di Domenico Scarpa – curatore delle opere di Natalia per Einaudi – nonché la conclusione dei lavori affidata a Carlo Ginzburg. I partecipanti saranno coinvolti in un’esperienza di ascolto, analisi, riflessione, in costante dialogo con studiosi di differenti ambiti disciplinari e teorici. Inoltre, lavoreranno a dei progetti personali sotto la supervisione di un docente, i quali saranno presentati e discussi durante sessioni plenarie dedicate.
Download (.pdf)